Chi ha avuto modo di conoscermi potrebbe sorprendersi nel sapere che io non mi sono avvicinato all’ambiente scacchistico da bambino eppure è così. Da giovane i miei interessi erano altri…

tra una lezione di tennis e lo studio cercavo il tempo di giocare ai videogames (già, perché allora più di adesso i videogiochi erano visti come una vera malattia comunque, tiro la zeppata e mi fermo perché non voglio entrare nel merito). Ricordo solo i buchi che facevo a scuola per andare con i miei amici nelle sale giochi, mamma mia che partitone che facevo a “King of the ring”! (ogni mia partita durava in media due ore, era una vera e propria gara di resistenza) .

Tutto cominciò a cambiare quando mio padre cambio’ la mia beneamata consolle Intellivision per l’home computer Commodore 64. Tra i tanti videogame che avevo ne trovai uno sugli scacchi, credo si chiamasse MyChess; grafica spartana, nessun effetto animato, nessuna oggetto tridimensionale, nessun effetto di parallasse o altro, suoni tra un beep e un boop (il SID non era male, ma in questo gioco probabilmente non sfruttava le sue potenzialità), nessuna colonna sonora, insomma era solo una pessima rappresentazione grafica di un gioco che manco conoscevo.
In quel periodo ricordo anche che era appena nato il televideo, ma ci pensate? Potevo scegliere una pagina ed avere le notizie che cercavo direttamente dalla tv! Che roba! “Scacchi; terzo mese di gioco: Karpov non riesce a vincere la partita decisiva contro Kasparov, 21° partita terminata in parità. ” Mi stupivo del fatto che un gioco possa tenere a confronto due giocatori per mesi davanti ad una scacchiera! Perdipiù uno dei due era sotto di 5 punti, all’altro mancava una vittoria per chiudere il match, eppure non si arrendeva e si difendeva con una determinazione mai vista prima in nessun’altro sport. Che cosa erano gli scacchi? Che cosa significava per loro vincere o perdere una partita?
Ritornai al videogioco degli scacchi, cercai di capire le regole, ma non avete idea della frustrazione nell’apparente impossibilità di inserire le mosse che ritenevo corrette, uffa! Intanto continuavano gli aggiornamenti nel televideo del televisore nuovo dei miei nonni (li vedevo ogni weekend, quando andavamo a trovarli); Tatai faceva notizia, ma quello che non riuscivo proprio a capire era perché in una posizione il bianco era in svantaggio e nella stessa posizione ma senza un pedone il bianco andava in vantaggio. Booo? E non parliamo dei quesiti del tipo il bianco matta in tre mosse o il nero pareggia. Ma che è? Un gioco per gli esauriti?