Dovete sapere che al parco Ruffini soprattutto nel weekend, vengono organizzate partite tra appassionati di scacchi di qualunque livello…

Ricordate “Searching for Bobby Fisher”? Bene, l’ambiente è più o meno come quello. Si ha la possibilità di giocare sia con l’orologio che senza, sia con giocatori scarsi che con quelli di un certo livello. Chiaro che non sono validi per la variazione del proprio punteggio elo e tantomeno per il passaggio di categoria, ma al Ruffini non è questo l’importante. In quel contesto la cosa più importante è il divertimento, il giocare per il piacere del gioco. Nessuna regola, se non quelle base degli scacchi, ci si sfotte, ci si aggrega, si consiglia e si ascolta la musica giocando all’aperto sotto gli occhi di passanti più o meno interessati.
Domenica son passato sia al mattino che al pomeriggio e devo dire che mi sono divertito molto. Non ho trovato forti avversari e così venivo visto come “l’imbattibile” (e non mi dispiaceva affatto). Ad un certo punto il gruppo di “vecchietti” ha selezionato quello che ritenevano il più forte tra loro ed allora si è cominciato a giocare a scacchi ad un livello un pò più alto. Questi mi ha portato ad un sacrificio di qualità per l’iniziativa, che mai ho fatto in tornei ufficiali. Ho vinto anche quella partita in maniera impeccabile, ma soprattutto sento di avere capito l’importanza dell’iniziativa anche a capito di materiale.
Penso che tornerò al Ruffini non appena potrò; l’abitudine a lottare per la vittoria a tutti i costi a volte fa perdere di vista quello che secondo me sta alla base degli scacchi. Gli scacchi sono e rimangono un gioco, questo è fondamentale; si possono affrontare tornei, impegnarsi in match all’ultimo sangue, ma ogni tanto bisogna anche ricordare di darsi una tregua tra una battaglia ed un’altra, evitando così di logorare il guerriero che è in noi.