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lissandrello.it

Il sito personale di Lissandrello Luca

Archivio

Categoria: Scacchi

Uno dei miei hobbies è il cosiddetto chess programming ossia lo sviluppo di applicativi che, attraverso algoritmi particolari, riescono a giocare virtualmente a scacchi.

Il progetto Neurone ha appunto due obiettivi: creare un programma che riproduce il gioco di scacchi e renderlo sempre più competitivo come forza di gioco. E’ sviluppato in Vb.net ed è un applicativo console(1) . Non ha un’interfaccia grafica ma  può comunicare con qualunque gui(2) che supporti il protocollo winboard. In sintesi è un chess engine(3) e si occupa di elaborare la miglior mossa partendo da una posizione inserita.

Se utilizzato con l’ausilio di una gui è possibile interagire più comodamente con le molteplici funzionalità del programma, senza il bisogno di conoscere le parole chiave necessarie per la comunicazione delle informazioni.

1) Applicativo che non ha un’interfaccia grafica ma che interagisce con l’utente attraverso parole chiave digitate in una finestra testuale

2) Interfaccia grafica. Esempio di interfacce sono Winboard, Arena, Scid (tra quelle freeware), Chessbase ed anche Fritz (che ha installato il ‘suo’ chess engine Fritz appunto), tra quelle commerciali

3) Programma strutturato in maniera tale da permettere la comunicazione delle informazioni scacchistiche basate su protocolli ben definiti.

Maggiori informazioni si possono trovare nei seguenti siti:

DescrizioneLink
Chess Arena di Martin Blume; Una delle interfacce più usateChess Arena
Winboard di Tim Mann. Tutto ha avuto inizio qui.Winboard
Computer Chess Wiki con lista sempre aggiornata di tutti i chess engines esistenti.Computer Chess Wiki
Per tutti gli appassionati di programmi di scacchi. Forum di programmatori e non. In Italiano! Occorre registrarsi!Yahoo gruppo G6
Wbec - Riferimento per i tornei tra chess engines di tutto il mondoWbec
Storica rating list dei chess enginesCEGT
Rating list dei più forti chess engines al mondo.CCRL

Champions aren’t born, they’re made (from Real Steel)

Tabella riassuntiva dello sviluppo del chess engine Neurone
VERSIONE
Nuove funzionalità
Bug fixing
Sviluppo euristico
Incremento di velocità
Nodi al secondo
16
V
V
8383
15
V
V
7995
14
V
7006
13
V
V
7006
12
V
V
V
V
7131
11
V
V
V
V
5192
10
V
V
5216
9
V
V
V
V
2034
8
V
V
V
V
2020
7
V
V
1289
6
V
V
V
0939
5
V
V
0764
4
V
V
V
0791
3
V
0781
2
V
V
V
V
0875
1
0521

I valori relativi ad i nodi al secondo sono dati utilizzando la seguente configurazione:

  • Hardware: Intel Core 2 Duo E4300 1.8 GHz Clock 2GB Ram
  • Sistema operativo: Windows xp 32bit s.p.3
  • Interfaccia grafica: Arena 3.0
  • Posizione: r3kb1r/pp4pp/n1pPbq1n/5p2/2BP1B2/1QP2N2/PP4PP/RN2K2R b KQkq – 0 12

Dopo la buona prestazione dell’anno precedente, ritorno a Erice per provare a far meglio pensando che basti un approccio ‘guerriero’ per ottenere buoni risultati.
Presuntuoso! Non una partita d’allenamento disputata da un anno solare a questa parte, come si può pretendere di vincere qualcosa (se non una partita a tressette?).

Ma procediamo con ordine… primo turno… avversario difficile, ma non impossibile (premesso che nulla è impossibile). L’apertura 1.e4 c5 2.c4 funziona ma m’ingrippo da solo pensando che un’autostrada non basti per far passare un tir (sconfitta).
Le partite si susseguono; approccio guerriero … sotto di uno, due o tre pedoni riesco sempre a cavarmela con strappando patte a ripetizione, peccato che gli avversari non erano un granchè e che sulla scacchiera non vedevo robe banali.
Gran finale: una bella serie di sconfitte fanno del torneo il peggior torneo mai disputato. Insomma a parte l’ultima partita dove mi sono fatto condizionare da finestre e porte particolarmente fastidiose, ho sempre giocato cercando di dare il massimo.

Questo basta solo per non perdere le partite vinte, ma se voglio vincere, non ci sono alternative, bisogna che mi alleno.

L’ Erice scacchistica tornerà a vedermi solo se avrò tempo per allenarmi, altrimenti nix.

Trascorsi quasi cinque anni lontano dai tornei ufficiali, ho pensato bene di sfruttare cinque giorni delle vacanze estive in Sicilia per partecipare al torneo di scacchi ‘Terre degli Elimi’. Unico obiettivo: divertirsi.

Detto torneo è svolto a Erice, bel paesino in cima al monte che prende il suo nome.Tra i partecipanti alcune ‘vecchie’ conoscenze: Liubjsalievic e Bertino, arbitro ‘Peppe’ Cassia. Sicuramente me ne dimentico qualcuno ma è trascorso molto tempo dall’ultimo torneo in Sicilia e penso di essere scusato.

Con una preparazione scacchistica nulla cominciavo subito il Torneo perdendo da un MF Profumo. Probabilmente la patta era a portata, ma l’importante è che mi sia divertito.

Il secondo turno è stato fondamentale nella mia interpretazione agonistica del torneo; ho perso contro un nc (futuro 3° categoria nazionale) regalando pezzi a ripetizione. Lì mi sono accorto che probabilmente meglio sforzarsi un pochino per vincere che rimediare figuracce (e il divertimento va a farsi benedire).

Con il nuovo approccio ‘Elimo’ (antica popolazione guerriera stabilizzatasi per qualche tempo ad Erice) ho conseguito quattro vittorie e una sconfitta (maturata più che altro per via di una ‘botta’ emicranica che per la forza scacchistica del mio avversario, Gromovs, n°30 in Italia).

Il risultato finale è stato comunque soddisfacente: nonostante il gioco mediocre espresso, ho guadagnato +18 punti elo, sono arrivato 2° tra gli aventi meno di 1800 e ho intascato 80 euro).

Mi è dispiaciuto soltanto non incontrare Giacomo Bertino nel suo torneo secondo me più ‘spumeggiante’, quando sono passato alla modalità ‘Elima’. Sarebbe stata una partita bella e durissima per entrambi. Fantasticando, avessi avuto il bianco avrei dovuto affrontare il suo gambetto scandinavo (con e6), se nero, allora Giacomo avrebbe dovuto affrontare assalto Slavo. Insomma, in entrambi i casi partite aperte e spettacolo assicurato. Ma tant’è, sarà per la prossima.

Riassumo per i visitatori non attenti… dovete sapere che a causa di impegni familiari il nostro buon Luca (che poi sarei io) non può partecipare a tornei di scacchi della FSI , ma ogni tanto trova il tempo per battersi in un’associazine ludica dove almeno una volta al mese si organizzano tornei lampo o semilampo non ufficiali. ‘La cadrega’ invita i propri associati alla partecipazione del torneo che si tiene sempre in notturna e a cadenze lampo o semilampo.

Quale è la conseguenza diretta di tutto questo? La conseguenza è che il nostro buon Luca gioca più o meno bene in base a due importanti fattori: 1) se ha dormito abbastanza nei giorni precedenti 2) Se la giornata lavorativa è stata più o meno pesante. E’ chiaro che le precedenti regole non possono fare da scusante dato che sono applicabili a tutti i partecipanti, ma sono sicuramente un dato di fatto. Doveva succedere prima o poi che le regole accennate in precedenza siano risultate positive ossia ‘Luca non ha dormito nei giorni precedenti’ e ‘Luca ha avuto una giornata pesante in ufficio’. La conseguenza diretta è che il gioco del nostro buon Luca andava peggiorando di partita in partita. Premesso questo passiamo alla descrizione dell’accaduto…

Otto i partecipanti, una la testa di serie (Luca), due outsider (Vincenzo e Guido) e poi carne da macello (scacchisticamente parlando). Solo tre le partite interessanti: Guido – Vincenzo finita 1-0 (dove l’impostazione difensiva dell’apertura di Guido ha prevalso sui tatticismi di Vincenzo); Lissandrello – Guido 1-0 (dove l’orgoglio di Luca e la sua superiorità strategica nel finale ha permesso il ribaltamento delle sorti della partita) e la Guido-Antonio 0.5-0.5 (ultimo turno impossibile commentare dato che ero impegnatissimo con Vincenzo). Chiaro che con i premi che vengono assegnati ai primi tre e con solo tre giocatori in grado di esprimere un gioco valido, per la carne da macello la lotta era per non arrivare ultimi. Alla fine, nonostante l’impegno di Andrea, l’ultima piazza va a Gigi penalizzato anche dall’impossibilità di partecipare a tutti i turni di gioco.
La lotta per le prime tre piazze, alla vigilia dell’ultimo turno sembrava prevedere 1° Luca, 2° Guido e 3° Vincenzo, ma l’ultimo turno era quello che ha rimescolato le carte in tavola; Guido pareggiava clamorosamente contro Antonio (gruppo carne da macello) e Luca perdeva più contro l’abbiocco più totale che contro Vincenzo. Alla fine così il Buchols (sistema di spareggio tra chi ha gli stessi punti basato sulla forza degli avversari incontrati) premiava Vincenzo che si portava a casa tre buone bottiglie, al secondo posto a pari punti Luca se ne prendeva due (per la felicità della moglie che non sapeva più dove metterle e a chi offrile) e una per il terzo arrivato (al suo ritorno in cadrega dopo un periodo di latitanza).


Nominativo Punti Partite
1 Vincenzo 4,0 5
2 Lissandrello Luca 4,0 5
3 Guido 3,5 5
4 Antonio 2,5 5
5 Gianfilippo 2,0 5
6 Andrea 2,0 5
7 Gianfranco 2,0 5
8 Gigi 0,0 5

Finalmente i duri della cadrega si ritrovarono uno di fronte all’altro.
L’occasione era il torneo di aprile alla cadrega. I sei partecipanti si affrontarono in un girone unico all’italiana con cadenza 15′…
Oltre al rientro in attività del latitante ma forte Minsenti e del combattivo Fururi, tra i sei si notò subito la presenza di Pier Saroglia, gestore delle attività e forse il più forte giocatore di scacchi del circolo.
Molte partite saranno ricordate negli annali scacchistici della Cadrega; è un vero peccato che a causa della breve cadenza di gioco non siano state trascritte. Tra quelle da ricordare sicuramente la Fururi-Lissandrello per il coraggio del primo schiacciato dalla perfetta linearità del secondo. Al cardiopalmo la Minsenti-Saroglia dichiarata salomonicamente patta dopo che Pier aveva dato scacco matto ma la bandierina era caduta nello stesso momento. Anche l’ultima partita che ha sancito il vincitore del torneo è stata emozionante. Orgera doveva vincere per scalzare Lissandrello dal primo posto in classifica, mentre al secondo bastava una patta. Orgera con i bianchi (buon per lui dato che con i neri aveva sempre perso contro il gambetto scozzese di Lissandrello) perde un pedone in uno scontro tattico del mediogioco. Lissandrello abbandona ogni obiettivo di patta e approfitta del ‘buco’ pedonale per conquistare la colonna e poi la seconda riga. In zeinot però Orgera ha una reazione d’orgoglio che lo porta a varie minacce di matto. Da quel momento si alza in piedi (come Lissandrello da inizio partita, come sua consuetudine) pensando di avere la partita in pugno. Lissandrello però però controlla tutto, e si difende contrattaccando in maniera precisa. Alla fine Orgera abbandona dopo aver fatto una svista per mancanza di tempo.
Giusta vittoria quindi per Lissandrello, capace sempre di gestire le partite senza commettere nessuna sbavatura. Onore anche per Minsenti, che zitto zitto, riesce a scavalcare all’ultimo turno Orgera conquistando il secondo posto.


Nominativo Categoria 1 2 3 4 5 6 Totale punti
1 Lissandrello Luca 2° Naz. x 1 1 0,5 1 1 4,5
2 Minsenti Giorgio N.C. 0 x 1 0,5 1 1 3,5
3 Orgera Luciano 1° Naz. 0 0 x 1 1 1 3,0
4 Saroglia Pier 1° Naz. 0,5 0,5 0 x 0,5 1 2,5
5 Fururi Roberto N.C. 0 0 0 0,5 x 1 1,5
6 ? Giovanni N.C. 0 0 0 0 0 x 0,0

A titolo indicativo, considerando gli ultimi tornei alla cadrega si potrebbe stilare una classifica sui migliori giocatori di scacchi associati:

Al primo posto con più o meno uguale forza:
C.M. D’Amato, 2° Naz. Lissandrello, 1° Naz. Orgera, 1° Naz. Saroglia (considerando che i risultati di Saroglia sono condizionati alla gestione del circolo)

Outsider:
N.C. Alberto, N.C. Minsenti, 2° Naz. Vincenzo

Goliardici:
N.C. Fururi, N.C. Rama

Appassionati:
Giovanni, Ninja, Straap Brown, Santoro, Moratti Cristian e tanti altri

Dopo un periodo di stasi, bloccato da impegni quotidiani lavorativi e non, sono riuscito a ricavarmi un piccolo spazio scacchistico notturno. L’occasione era come al solito alla cadrega…

(vera fucina per allenamenti, test di aperture e prove tecniche in attesa (e nella speranza) di mettere tutto in pratica in tornei ufficiali. Questa volta eravamo solo in cinque a contenderci gli ambiti premi (oltre la gloria)
* Lissandrello Luca (io)
* Pierino (in realtà Pier D’Amato, un Candidato maestro Fide, ma detto Pierino per non confonderlo con Pier il gestore della cadrega)
* Vincenzo (buon organizzatore dei tornei di scacchi in mia sostituzione e 2° categoria nazionale)
* Straap (nick di battaglia per un appassionato di scacchi)
* Ninja (anche lui un appassionato di scacchi che, a poco a poco mette a frutto i consigli di Pier e Vincenzo)

Inizialmente su pensava di utilizzare la formula andata e ritorno con cadenza a 5′ ma poi si è optato con il girone unico a 15′.

Passando in rassegna tutte le mie partite posso definire…
1° turno vittoria chiara su Ninja
2° turno vittoria spettacolare su Straap
3° turno vittoria schiacciante sulla CaroKann di Vincenzo
1.  e4  -  c6
2.  d4  -  d5
3. Cc3  – Cf6
4.  e5  – Cd7
5. Cf3  -  c5
6. Cg4  – Cc6
7. Df3  – De7
8. Cb5  -  h6
9. Cc7+ – Rd8
10.Cxe6+- abb.
Vittoria in partita lampo con Pier (fuori torneo): inutile
4° turno sconfitta su Pierino: brutta (posizionalmente sempre sotto pressione, donna regalata e resa per bandierina caduta… uno sfacello)

Pierino Lissandrello Vincenzo Ninja Straap Punti
Pierino xxx 1 1 1 1 4
Lissandrello 0 xxx 1 1 1 3
Vincenzo 0 0 xxx 1 1 2
Ninja 0 0 0 xxx 1 1
Straap 0 0 0 0 xxx 0

Tirando le somme posso dire che tecnicamente ci sono, ma Pierino si conferma la mia bestia nera. A parte la mia vittoria in una manifestazione ufficiale, l’ho incontrato altre due volte in cadrega e ho sempre perso. Vendetta!

Signori, lunedì scorso panico totale alla cadrega. Considerato il numero di partecipanti, l’orario e le preferenze dei più, si è deciso di fare un torneo lampo di 5′ a testa per finire…
Sapete cosa significa? Significa che le paure, il coraggio, le palpitazioni, le pazzie e le palle di quasi tutti i giocatori sono venute subito fuori (immaginate che bel vedere). C’è stata gente che pur avendo un discreto bagaglio tecnico ha mollato di brutto, altri che per la tensione non reggevano più di una dozzina di mosse ed abbandonavano, altri che sembravano praticamente andati in guerra contro tutti e contro tutto, altri ancora che tra un turno e un altro si consolavano in mezzo ad un interessante gruppetto di ragazze, insomma ognuno interpretava il torneo a modo proprio.
Detto questo bisogna dire che il livello tecnico si è notevolmente alzato, su sette partecipanti c’erano quattro cazzuti di categoria nazionale più almeno un altro outsider di tutto rispetto. Il torneo si è svolto in un girone unico all’italiana, quindi semifinali e finali fra i primi 4.
Ancora una volta si imponevano su tutti Orgera e Lissandrello, tutti e due molto duri da battere. Questa volta la spuntava Orgera (nell’unica partita dove il suo avversario giocava seduto) pareggiando così il conto dei tornei vinti con Lissandrello. L’impressione è che la sfida tra i due non sia ancora finita.

Complimenti a tutti, vincitori e vinti!

I sette partecipanti hanno dato fuoco alle ceneri per 10’ a partita in un girone unico all’italiana…

Una breve scheda può riassumere le caratteristiche di ciascuno di loro:
* Lissandrello con la tecnica parafulmine (sempre in piedi).
* Orgera, piccolo Tyson che chiudeva gli incontri al primo round.
* Storto, vecchia volpe infiltrato alla cadrega per l’occasione.
* Rama, la passione per gli scacchi; dove c’è una scacchiera c’è anche lui.
* Brown, il suicida della scacchiera, per la serie se c’è un pezzo in presa, lasciamolo lì, l’importante è la posizione.
* Santoro, il rapace, sempre tranquillo e sulle sue, ma dategli un’occasione per colpire e lui colpirà.
* Moratti, il lottatore, battagliava disperatamente senza criterio in ogni parte della scacchiera.

Date le premesse non potevano che venir fuori interessanti e combattute partite, soprattutto tra gli NC (non classificati), mentre Lissandrello (2°Naz.) e Orgera (1°Naz.) si contendevano la prima piazza. La spuntava Lissandrello non senza difficoltà, aggiudicandosi gloria e buon vino offerto da Pier, supervisore del torneo.
Ecco la tabella del torneo:

Vi ricordo che lunedì prossimo cominceranno le lezioni gratuite di scacchi per principianti col vincitore del torneo.

Dovete sapere che al parco Ruffini soprattutto nel weekend, vengono organizzate partite tra appassionati di scacchi di qualunque livello…

Ricordate “Searching for Bobby Fisher”? Bene, l’ambiente è più o meno come quello. Si ha la possibilità di giocare sia con l’orologio che senza, sia con giocatori scarsi che con quelli di un certo livello. Chiaro che non sono validi per la variazione del proprio punteggio elo e tantomeno per il passaggio di categoria, ma al Ruffini non è questo l’importante. In quel contesto la cosa più importante è il divertimento, il giocare per il piacere del gioco. Nessuna regola, se non quelle base degli scacchi, ci si sfotte, ci si aggrega, si consiglia e si ascolta la musica giocando all’aperto sotto gli occhi di passanti più o meno interessati.
Domenica son passato sia al mattino che al pomeriggio e devo dire che mi sono divertito molto. Non ho trovato forti avversari e così venivo visto come “l’imbattibile” (e non mi dispiaceva affatto). Ad un certo punto il gruppo di “vecchietti” ha selezionato quello che ritenevano il più forte tra loro ed allora si è cominciato a giocare a scacchi ad un livello un pò più alto. Questi mi ha portato ad un sacrificio di qualità per l’iniziativa, che mai ho fatto in tornei ufficiali. Ho vinto anche quella partita in maniera impeccabile, ma soprattutto sento di avere capito l’importanza dell’iniziativa anche a capito di materiale.
Penso che tornerò al Ruffini non appena potrò; l’abitudine a lottare per la vittoria a tutti i costi a volte fa perdere di vista quello che secondo me sta alla base degli scacchi. Gli scacchi sono e rimangono un gioco, questo è fondamentale; si possono affrontare tornei, impegnarsi in match all’ultimo sangue, ma ogni tanto bisogna anche ricordare di darsi una tregua tra una battaglia ed un’altra, evitando così di logorare il guerriero che è in noi.

La cadrega è un circolo culturale ARCI dove si organizzano tornei di ogni tipo; risiko, ping pong, monopoli e tra tanti altri ci sono pure gli scacchi…

Non essendo un circolo di scacchi vero e proprio ci si può trovare a disputare tornei di scacchi ascoltando hip hop e scherzando con gli amici

Personalmente finchè stavo a Nichelino o a Santa Rita per me era più comodo partecipare alle attività della scacchistica di Nichelino, adesso che ho cambiato per l’ennesima (e penultima spero) volta casa, il mio riferimento scacchistico diventa forzatamente la cadrega.

Purtroppo nella giornata dedicata sgli scacchi non sempre partecipavano molte persone e spesso mi ritrovavo a giocare con Pier, una prima categoria nazionale (molto forte), che però essendo anche il responsabile del centro non si può dedicare completamente al gioco .
Ad un certo punto anzicchè continuare a lamentarmi di questo mi presi la responsabilità della gestione scacchistica quindi, cominciai a passare i lunedì notte facendo l’istruttore/organizzatore/pr/giocatore in cadega.
Date le mie molteplici vesti e l’ambiente, i tornei che ho organizzato (e giocato) erano espressioni di puro divertimento scacchistico, dove il fattore ‘ufficiale’ era molto relativo. In linea con la goliardia delle manifestazioni vi giro quanto successo e pubblicato in bacheca…

-Tratto dal manifesto in cadrega-
Sono una seconda categoria nazionale  (ma fatemi incazzare, mi alzerò in piedi e giocherò come un maestro). In passato ho partecipato a qualche torneo e quel minimo di esperienza che ho maturato vorrei metterla a disposizione dei neofiti (quelli che dicono di conoscere la mossa del cavallo).

Insegnamento
Avete finito di fare le battutine sulla mossa del cavallo? Bene, adesso si studia con l’ausilio del palmare, si gioca con l’istruttore (che sarei io), alla cieca, in simultanea, si analizza etc… (salute!). Quando? Ma come quando! E’ una vita che la giornata scacchistica di riferimento è il lunedì!

Tornei e classifiche
Il momento delle mazzate: i tornei! Vi sentite pronti per i confronti diretti? Ricordate che i vostri risultati saranno resi pubblici in internet nella nuova pagina degli scacchi (che sarebbe questa).

Gestione libri
E’ a disposizione una aggiornata libreria dove poter aggiornarsi con i miei libri e riviste scacchistiche.
Fondamentale capire due semplici cose:
Punto 1: I libri si utilizzano alla cadrega in maniera classica
Punto 2: Si chiamano Pietro
Domanda trabocchetto… Come si chiamano i libri?

Articolo in lavorazione

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Era giunto il momento di mettere a frutto le mie piccole conoscenze acquisite a livello di aperture e a livello di ‘pensiero scacchistico’….

Questo torneo ha sottolineato una cosa molto importante; il criterio di studio è tanto importante quanto lo studio stesso cioè è quasi meglio non studiare affatti piuttosto che imparare delle nozioni inutili o parzialmente sbagliate.
Ricordo che ero passato dall’utilizzo della Najrdorf allo studio della variante del dragone nella siciliana. Sono tutte e due difese validissime contro 1. e4 che hanno il vantaggio/svantaggio di dare e creare attacchi e contrattacchi molto violenti sin dalle prime fasi del mediogioco. Il mio tipo di gioco non era proprio votato al rischio e non sapevo sfruttare nemmeno bene i tatticismi nel gioco aperto, per cui in realtà non era il caso di usare nessuna di queste due difese col nero (probabilmente come ebbe modo di consigliarmi Giacomo la Pirc sarebbe stata la difesa ideale in quel periodo). E questo per quanto riguarda le nozioni inutili (mi è valso una sconfitta contro l’ex campionessa italiana, una candidata maestra).
Per quanto riguarda invece le nozioni parzialmente sbagliate avevo utilizzatoil metodo Kotov durante tutte le partite di questo torneo. Cosa dice Kotov? Kotov parte dal presupposto che nello scegliere la mossa migliore è sbagliato passare spesso da un ramo dell’ipotetico albero delle varianti senza prima aver esaminato a fondo tutte le possibili varianti. Questo tipo di approccio scacchistico da me sperimentato in quel torneo mi portò inizialmente ad essere più sicuro di effettuare la mossa giusta, contento delle mie analisi, ma non dei risultati. Mi sono trovato sempre a corto di tempo e in zeinot non riuscivo a concretizzare il vantaggio ottenuto (e lì si spiegano altre due sconfitte).
Per fortuna riuscii a chiudere il torneo con tre vittorie mantenedo così il mio punteggio elo, ma non credo che l’approccio sia stato dei migliori.

Abbinato al festival week-end di Marsala nella piazza principale della città si era organizzata una simultanea con il MI Ljubysaljevic  …

Decisi di partecipare anche io, in pratica era lui contro una quarantina di scacchisti di ogni categoria e classifica.

Ricordo che in partita lui mi giocò un’ inglese, io sapevo che ad un certo punto avrei dovuto spingere in e5, ma avevo paura di affrontare la sua esperienza in quella variante sicuramente conosciuta. Giocai quindi una mossa che sapevo essere inferiore, ma uscii dal suo ‘libro di aperture’.
In realtà mi accorsi già dopo qualche mossa di essere in difficoltà ma lottai con il coltello tra i denti pensando “Perderò, ma venderò cara la pelle”. A poco a poco vedevo che eliminava altri avversari e che gliene  rimanevano da vincere una decina, me compreso. Questo probabilmente mi ha fatto rinfrancare, nonostante fossi in una posizione inferiore continuavo a resistere difendendomi in un modo o un’altro. Alla fine eravamo rimasti io, lui e un’altro promettente ragazzo di Trapani che aspirava ad una categoria nazionale. Quest’ultimo perse e la simultanea si trasformò in una partita lampo tra me e il maestro internazionale.
Ormai avevo raggiunto il mio obiettivo, indietro di un pedone, qualità e posizione avrei potuto anche abbandonare, ma pensai “Perchè? Adesso voglio provare ad attaccare in ogni modo, male che vada perdo la partita e va bene lo stesso”. Sapevo che non era molto corretto ma anzicchè muovere non appena il mio avversario effettuava le mosse cercai di portarlo all’errore facendolo innervosire aspettando qualche secondo prima della mossa. Notai che non appena cominciai a fare questo tipo di gioco lui si voltava verso l’arbitro, quasi per attirare la sua attenzione, ma io a quel punto muovevo non dandogli il tempo di protestare, ma solo quello per effettuare la sua mossa. Adottai questa tecnica (bassa e meschina) per una dozzina di mosse, ma non riuscii a recuperare la posizione. Provai allora a reagire con un tatticismo molto banale e poi abbandonai in posizione persa. Le avevo provate tutte, ma avevo fatto quasi tutta la partita in difesa.
Mi strinse la mano e mi disse che in apertura avrei dovuto spingere i e5; risposi di sì. Quella partita segnò la fine delle mie partite posizionalmente impeccabili, ma basate tutte sulla difesa a oltranza; da quella partita in poi cominciai a giocare sempre più spesso per l’iniziativa e per un gioco d’attacco.

Articolo in lavorazione

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Nel mio palazzo, a Trapani, conoscevo un bambino, credo si chiamasse Alessandro con il quale condividevamo la passione per gli scacchi…

Spesso ci incontravamo a casa sua a giocare match “a 10″ che non significa a 10 minuti, ma 10 vittorie per vincere il match. Eran partite giocate senza supporto dell’orologio, quasi tutte basate su strutture spagnole (per i neofiti: comincianti con sequenze tipo 1) e4 -e5 2) Cf3 – Cc6 3) Ab5 – …). Che rabbia  quando perdevo una partita! Non dovevo solo accettare la sconfitta, ma mi dovevo sentir dire che ero uno scarsone, che mi dovevo dare all’ippica ecc.. (era odiosissimo quandi mi ripeteva “Sei proprio un bambino!”). In qualunque caso non ricordo di aver mai perso un match con lui (tiè!).

A culminare il tutto decidemmo di coinvolgere Rino, un bambino (con la passione del risiko) più grande di me che abitava al piano di sotto, suo cugino, mio padre e mia sorella (credo) in un torneo di scacchi, valido per il titolo di campione del quartiere. Dopo le fasi eliminatorie in semifinale ci trovammo da una parte io contro mio padre e dall’altra Rino contro Alessandro. Rino vinse dopo una partita fatta praticamente solo di cappelle (leggasi grossi errori) da una parte e dall’altra. Incredibilmente riuscii a perdere la mia partita con mio padre dopo aver fatto due sacrifici molto dubbi (leggasi come prima grossi errori). Mio padre accetto’ semplicemente quei pezzi vincendo la partita senza faticare più di tanto (in realtà secondo me non capì nemmeno che quelli erano per me dei sacrifici atti ad aprire il gioco e ottenere una certa superiorità). In quel periodo ero e mi sentivo più forte di tutti, purtroppo sulla partita secca poteva succedere di perdere. Comunque alla fine mio padre vinse quel torneo e io mi qualificai terzo dopo aver vinto contro l’altro semifinalista. Tenevo molto a vincere quel torneo, ma dovendo scegliere con chi perdere, mio padre era la persona indicata, per cui non ci rimasi molto male per il risultato ottenuto.

A fine anno scolastico, i miei mi avevano abituato a farmi un mese di vacanza l’anno a Noto marina, una ridente città in provincia di Siracusa. Lì rivedevo volentieri oltre che…

i miei parenti anche un gruppo di amici che avevano la casa al mare o abitavano in zona.

Uno di questi, Vincenzo aveva una scacchiera e nei pomeriggi estivi a volte ci si riuniva per far qualche partita. Eravamo tutti più o meno dello stesso livello, forse io avevo qualcosa in più degli altri, ma a volte (più per distrazione che per effettiva forza scacchistica dell’avversario) perdevo qualche partita. Ma questo non era importante, l’importante era divertirsi, e mentre furoreggiava Spagna e Dan Harrow, si andava a giocare ai videogiochi, bigliardino e si cercava di conquistare Nuvola, una ragazzina del gruppo.
Ricordo che un’estate di quelle vidi su un depliant una scacchierina elettronica portatile bellissima (per quei tempi), e non vedevo l’ora di averla tra le mani. Purtroppo non riuscii a trovare i soldi per comprarla se non qualche anno dopo. Fino a quel momento la mia visione di gioco era basata molto sulla tattica e poco sulla strategia (che sconoscevo), le mie conoscenze delle aperture e finali erano ridotte veramente all’osso. Per colmare queste lacune acquistai in seguito il “Manuale teorico pratico delle aperture – Porreca”, un tomone esagerato che però mi ha aiutato tantissimo ad orientarmi in un mondo per me completamente sconosciuto. In realtà i consigli del tomone non erano per nulla aggiornati; gli impianti di apertura vengono riconsiderati spesso ad ogni novità teorica e quel libro era rimasto a verità di 20 anni prima. In qualunque caso il tomone mi ha “seguito” a lungo finchè non ho verificato le mie conoscenze col mio secondo istruttore (meglio dire punto di riferimento): Bertino Giacomo, ma affronterò in seguito l’argomento.

Il mio primo avversario e maestro è stato mio zio, una persona tanto simpatica e allegra quanto agguerrita e tenace. Al tempo non partecipava a tornei ufficiali di scacchi…

(Ma il participio passato del verbo competere come fa???), ma era comunque molto bravo, battuto solo in famiglia da mio cugino, suo figlio. Lui mi insegnò bene le mosse e le regole base e attraverso alcune partite mi faceva capire i miei errori. Ci potevamo vedere solo a Natale e a Pasqua e ogni volta aspettavo quel momento per affrontarlo di nuovo. Mi affascinava molto quel gioco dalle regole così semplici ma dai risvolti così complessi. Ricordo una partita dove avevo molta paura di fare mosse aggressive, non volevo “disturbare” l’equilibrio posizionale che aveva creato mio zio sulla scacchiera facendo lui le sue mosse e consigliandomi le mie (ero ancora un bambino). Mio zio, probabilmente per disattenzione (con me non si impegnava molto) non si accorse che avevo la possibilità di dare scacco matto spostando la torre sull’ottava traversa. Io vidi la possibilità, ma pensavo “Chissà cosa sarebbe successo se spingevo la mia torre là sotto”; presi la mia torre e la spinsi solo fino al punto da minacciare la sua donna al centro della scacchiera, e non il suo re. Lui guardò la mia torre e poi mi chiese come mai non avessi visto la possibilità di vincere la partita. Non risposi nulla.

Chi ha avuto modo di conoscermi potrebbe sorprendersi nel sapere che io non mi sono avvicinato all’ambiente scacchistico da bambino eppure è così. Da giovane i miei interessi erano altri…

tra una lezione di tennis e lo studio cercavo il tempo di giocare ai videogames (già, perché allora più di adesso i videogiochi erano visti come una vera malattia comunque, tiro la zeppata e mi fermo perché non voglio entrare nel merito). Ricordo solo i buchi che facevo a scuola per andare con i miei amici nelle sale giochi, mamma mia che partitone che facevo a “King of the ring”! (ogni mia partita durava in media due ore, era una vera e propria gara di resistenza) .

Tutto cominciò a cambiare quando mio padre cambio’ la mia beneamata consolle Intellivision per l’home computer Commodore 64. Tra i tanti videogame che avevo ne trovai uno sugli scacchi, credo si chiamasse MyChess; grafica spartana, nessun effetto animato, nessuna oggetto tridimensionale, nessun effetto di parallasse o altro, suoni tra un beep e un boop (il SID non era male, ma in questo gioco probabilmente non sfruttava le sue potenzialità), nessuna colonna sonora, insomma era solo una pessima rappresentazione grafica di un gioco che manco conoscevo.
In quel periodo ricordo anche che era appena nato il televideo, ma ci pensate? Potevo scegliere una pagina ed avere le notizie che cercavo direttamente dalla tv! Che roba! “Scacchi; terzo mese di gioco: Karpov non riesce a vincere la partita decisiva contro Kasparov, 21° partita terminata in parità. ” Mi stupivo del fatto che un gioco possa tenere a confronto due giocatori per mesi davanti ad una scacchiera! Perdipiù uno dei due era sotto di 5 punti, all’altro mancava una vittoria per chiudere il match, eppure non si arrendeva e si difendeva con una determinazione mai vista prima in nessun’altro sport. Che cosa erano gli scacchi? Che cosa significava per loro vincere o perdere una partita?
Ritornai al videogioco degli scacchi, cercai di capire le regole, ma non avete idea della frustrazione nell’apparente impossibilità di inserire le mosse che ritenevo corrette, uffa! Intanto continuavano gli aggiornamenti nel televideo del televisore nuovo dei miei nonni (li vedevo ogni weekend, quando andavamo a trovarli); Tatai faceva notizia, ma quello che non riuscivo proprio a capire era perché in una posizione il bianco era in svantaggio e nella stessa posizione ma senza un pedone il bianco andava in vantaggio. Booo? E non parliamo dei quesiti del tipo il bianco matta in tre mosse o il nero pareggia. Ma che è? Un gioco per gli esauriti?

Freechess.org - NeuroneEngine

          rating     RD      win    loss    draw   total   best
Blitz      1536     19.4     648     243      52     943   1618 (21-Feb-2012)
Standard   1712     24.6     233     132      13     378   1777 (21-Feb-2012)
Lightning  1613     32.2      95      62       7     164   1669 (20-Feb-2012)
DataEventoNoteVersioneRisultato
20/01/2012Wbec - Division 5 Group DInserito nel gruppo D, Neurone cercherà di riscattare le pessime prestazioni dell'ultimo Open War.Neurone XVILe partite del girone D stanno per cominciare...
25/02/2012Computer Chess Tournament 14Cambio di versione tra un turno ed un'altro. Adesso Neurone dovrebbe essere più affidabile. Partite in diretta solo se si ha un account su iccNeurone XIII, XIVPunti: 1.0/7 (+1 -6 =0)
15/11/2011Chess War - Open War IXDopo un inizio sorprendente, ha inanellato una serie di sconfitte contro avversari non alla sua portata. I bug in apertura hanno condizionato le partite contro quelli 'a portata'. La prossima versione non dovrebbe averli (il condizionale è d'obbligo ;)). I risultati sono su Chesswar - Open War 09Neurone XIPunti: 2.0/75 (+1 -72 =2)
12/11/2011II° International tournament and Italian chess computer championchipPurtroppo il campionato italiano è andato male. L'unico avversario alla portata di Neurone era Freccia ma il programma di Gemma questa volta si è dimostrato superiore. Da rimarcare comunque i progressi effettuati soprattutto sulla comprensione posizionale e l'ottima partita contro Equinox, risultato il vincitore del torneo.Neurone XIPunti:0/4 (+0 =0 -4)
04/09/2011Torneo privato tra tutte le versioni di NeuroneE' possibile scaricarne i risultati da quiNeurone da I a XVincitore: Neurone X Punti: 30/36
15/07/2011Chesswar XVII- Promotion TournamentNiente da fare: Neurone mal si adatta all'hardware a 64bit; il suo risultato è peggiore della V a 64. La X dovrà essere una scheggia.Neurone IX 32 bitPunti: 4.0/11 (+3 -6 =2)
18/02/2011Wbec - Mr. IrrilevantE' andata! Lo scalpo di Youk gli è valso la salvezza! ;)Neurone V 32 bitPunti: 3.0/22 (+2 -19 =2)
31/01/2011Chess War - Open War VIIINon un grande risultato, ma comunque un piccolo 'gettone' di partecipazione ad una competizione open. La classifica finale è quiNeurone V 32 bitPunti: 5.0/77 (+5 -72 =0)
05/01/2011Wbec - Division 5 Group CLa 64bit usata dall'opteron 244 va a 1/5 della sua velocità normale, (per cui depth 2 fisso). Conseguenza: apertura delle porte del Mr.IrrilevantNeurone V 64 bitPunti: 3.5/66 (+3 -62 =1)
13/11/2010International tournament and Italian chess computer championchipLa partita con l'avversario diretto Freccia, è vinta; le partite del campionato sono scaricabili attraverso questo {filelink=33}Neurone V 32 bitPunti: 2/6 (+2 -4 =0)
12/10/2010Chesswar XVI- Promotion TournamentOttimo risultato per il mio Neurone. La classifica finale lo pone dietro Raffaela ma davanti a Testina!Neurone III, IV e VPunti: 4.5/11 (+4 -6 =1)

Lista download:

LogoVersioneDataRating EloBit.Net RequirementDownload
Neurone XVIXVI - Hurry up!16/05/2012153032Framework 2.0To get this download and all latest versions must go on g 6 site


RuntimeNoteLinkDirect download
.Net Framework 2.0Requirement necessary for lastest versionsLinkDownload
.Net Framework 3.5Requirement necessary for old versionsLinkDownload


LanguageNoteLinkDirect download
ITAGirl's voice (Silvia)LinkDownload
UKGirl's voice (Emily)LinkDownload
FRAGirl's voice (Virginie)LinkDownload
ESPGirl's voice (Isabel)LinkDownload


LogoVersioneDataRating EloBit.Net RequirementDownload
XV - Step by step05/05/2012152532Framework 2.0Download
XIV - Catch the bug26/2/2012151032Framework 2.0Download
XIII - Cleaned and washed19/02/2012151032Framework 2.0Download
XII - Quick ponder01/02/2012150032Framework 2.0Download
XI - Adamantium11/11/2011147032Framework 2.0Download
X - Hyperspeed01/09/2011145032Framework 3.5Download
IX - Bla bla bla17/07/2011142032Framework 3.5Download
VIII - Branch and bound12/07/2011140032Framework 3.5Download
VII - The little challenger27/06/2011135032Framework 3.5Download
VI - Diet and training19/06/2011125032Framework 3.5Download
V - Multilanguage30/10/2010130064Framework 3.5Download
V - Multilanguage30/10/2010130032Framework 3.5Download
IV - The right way20/10/2010129064Framework 3.5Download
IV - The right way20/10/2010129032Framework 3.5Download
III - Stable version19/06/2010126064Framework 3.5Download
III - Stable version19/06/2010126032Framework 3.5Download
II - Hawkeye14/06/2010125064Framework 3.5Download
II - Hawkeye14/06/2010125032Framework 3.5Download
I - In the wild bunch04/03/2010112832Framework 3.5Download
0.0.4 - Beta28/12/200992832Framework 2.0Download
0.0.3 - Beta01/12/200971032Framework 2.0Download
0.0.2 - Beta25/11/200956432Framework 2.0Download
0.0.1 - Beta23/11/200968732Framework 2.0---

Quanto è forte Neurone?

La forza di gioco a scacchi viene misurata dal rating elo. L’elo appunto, non è altro che un sistema di misurazione della forza scacchistica.
Il punteggio elo di Neurone cambia notevolmente in base alla velocità, tipologia di computer sul quale è installato e cadenza di gioco. All’avvio di Neurone viene visualizzata una schermata che mostra il suo punteggio elo stimato in base al computer sul quale si trova.
Se si vuol far ripetere il test di velocità (che Neurone effettua solo una volta, al suo primo avvio) bisogna cliccare sul bottone “Resync Neurone” nel Neurone_config.exe
Il punteggio elo visualizzato è calcolato sulla base di cadenze di gioco di 10 minuti per partita.
Neurone gioca spesso on line in automatico su freechess.org con l’account Neurone engine; qui puoi trovare il suo rating elo in quel contesto in base alle diverse cadenze.

 

Come mai Neurone è lento sul mio computer a 64bit?

Purtroppo Neurone calcola più velocemente le mosse su sistemi a 32 bit (o se vogliamo, calcola più lentamente su quelli a 64 ) . Se lo fai giocare su un sistema operativo a 64bit, Neurone sarà tre volte più lento del normale. Perchè? Mi riesce difficile spiegarlo a chi non è del settore comunque in pratica dipende dalle ‘strutture’ dati che ho utilizzato sinora. A livello di codice infatti è possibile che determinate strutture vengano elaborate più facilmente/difficilmente su sistemi diversi in base alla loro tipologia e dimensione. A poco a poco comunque cercherò di fare in modo che Neurone sfrutti meglio i 64 bit; a quel punto tornerò a rilasciare sia le versioni a 32bit che a 64bit.

 

Ho un computer con più di un processore, ma Neurone sembra sfruttarne solo uno.

E’ così nella maggior parte dei casi; se viene attivato il ponder o la scrittura delle operazioni nel file di log noterai che Neurone utilizza anche altri processori. In realtà Neurone utilizza sempre un thread per intercettare l’input, un’altro per le elaborazioni ed un’altro ancora per l’eventuale scrittura su file system.

 

Neurone contiene virus al suo interno?

E’ possibile che alcuni antivirus (quali Avira o AVG) rilevino come virus alcuni eseguibili nelle cartelle di Neurone (dai un’occhiata a Immortal chess). Ovviamente si tratta di un falso allarme. Il mio consiglio è di evitare di mettere in quarantena i files incriminati altrimenti Neurone non funzionerà bene oppure richiederà la reinstallazione (all’avvio effettua dei test sui files necessari e mancanti).

 

Ho abilitato Neurone a parlare, ma vengono solo visualizzati dei messaggi a video.

Seleziona “Listen to what says Neurone” dal Neurone_config.

 

Ho abilitato Neurone a parlare, ma non lo fa nella mia lingua.

Accertati di aver selezionato la lingua corretta dal Neurone_config e di aver scaricato ed attivato la voce Sapi relativa nel sistema operativo.

 

Come posso modificare quello che mi dice Neurone?

I file di riferimento sono i language files nella corrispondente sottocartella.

 

Come posso modificare il tipo di gioco di Neurone?

E’ possibile farlo selezionando “custom” dal personality parameter. E’ possibile anche selezionare tra i profili, quello che si avvicina di più al tipo di gioco cercato.

 

Come posso creare dei profili nuovi?

Una volta modificato a piacimento il profilo custom, premere il tasto “Create”

 

Cosa posso fare per far giocare un profilo contro un’altro?

Bisogna creare una nuova copia della cartella (e sottocartelle) di Neurone e selezionare il profilo scelto. Questa operazione può essere fatta nel tab “Utilities”. Dopodicchè bisogna registrare il nuovo chess engine nell’interfaccia grafica.

 

E’ possibile utilizzare Neurone su Linux?

Sì! Il ritorno al framework 2.0 l’ho fatto per questo! Gli step da seguire per Ubuntu sono:
1 ) Installare il pacchetto wine reperibile dal componente universe dei repository ufficiali di Ubuntu.
2 ) Selezionare Windows 2000 come default nel wine config.
3 ) Avviare dalla console “wget http://kegel.com/wine/winetricks”
4 ) Avviare dalla console “sh winetricks corefonts dotnet20″
5 ) Avviare dalla console “sh winetricks fakeie6″
6 ) Scaricare interfaccia preferita (consiglio Winboard o Arena)
7 ) Scaricare l’ultima versione di Neurone
8 ) Selezionare tutti gli eseguibili delle cartelle della gui e del chess engine e modificare le proprietà dei files in lettura/scrittura ed esecuzione.
Io ho seguito questi step su Ubuntu e funziona con le seguenti limitazioni:
1 ) La velocità di elaborazione è diminuita del 10-15%
2 ) Non è possibile sfruttare le caratteristiche ‘vocali’ di Neurone
3 ) Graficamente la rappresentazione dei pezzi in gioco presenta qualche errore legato alla velocità di refresh.
Conviene disabilitare ogni effetto grafico di movimento per attenuare un po’ quest’anomalia

 

Uses wordpress plugins developed by www.wpdevelop.com